I primi sintomi della perdita di memoria

La perdita di memoria viene indicata con il termine amnesia e può interessare le persone anziane ma anche i giovani e gli adulti. L’amnesia è la condizione, temporanea o definitiva, di non poter ricordare gli eventi che sono accaduti nel passato prossimo o remoto.

Dal punto di vista scientifico, avviene una compromissione del sistema limbico e la perdita di memoria può essere di diverse tipologie.

Vi è la perdita di memoria a breve e a lungo termine laddove, nel primo caso, non si ricordano più gli eventi che sono accaduti nei tre giorni precedenti, mentre nel secondo si tratta del fatto di non ricordare eventi che appartengono al passato più remoto.

In base alla durata, la perdita di memoria può quindi essere transitoria se la persona riacquisisce le capacità mnemoniche dopo un breve periodo di tempo, oppure permanente se la persona non riesce più a recuperare i ricordi persi.

Quali sono i primi sintomi della perdita di memoria? Si tratta di sintomi comuni, che la comunità scientifica ha fissato per poter effettuare una corretta diagnosi. Fra essi si incontra la confusione mentale, uno stato che si rivela nell’incapacità di mettere a fuoco anche le situazioni presenti e che può derivare da traumi fisici o psicologici. In questo caso la persona non ricorda dove si trova o cosa è successo nell’immediato passato.

La perdita di memoria si lega quindi alla difficoltà nel linguaggio, che deriva a sua volta dalla compromissione dell’area del cervello preposta al ricordo. Le persone non riescono a trovare le parole giuste per comunicare e possono altresì fare confusione sui termini.

A ciò seguono problemi di concentrazione, ovvero forti difficoltà a focalizzarsi su eventi del passato anche prossimo e, di riflesso a condizioni fisiche come il mal di testa, l’emicrania e una forte spossatezza.

Altre manifestazione, in questo caso tipiche del post trauma, possono essere le vertigini che si manifestano assieme a una forte confusione cerebrale e i tremori. I tremori possono legarsi a perdite di memoria causate dall’abuso di sostanze alcoliche, stupefacenti o farmaci, oppure derivare da stati ansiogeni che si manifestano quando la persona si sottopone a sforzi di ricordo superiori alle proprie possibilità, che inducono il fisico a provare uno stato di forte stress.

Come spiega l’esperto Gianni Golfera, ideatore del metodo che porta il suo nome, la memoria è un bene che merita di essere salvaguardato e coltivato con il giusto metodo, quindi scoprire le eventuali cause di una perdita è fondamentale per bloccare il processo degenerativo, qualunque siano le cause coinvolte e l’età della persona interessata.